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il Lab Sperimentale del Cinema

 

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Cosa vuol dire sperimentare oggi? All'interno del mondo del Cinema questo è sicuramente un lusso. Un'industria per sua stessa definizione è mirata all'ottenimento di un profitto. E l'industria cinematografica non è da meno. Questo settore sta vivendo oggi fibrillazioni e sommovimenti che minano alla base l'esistenza dei modelli di profitto conosciuti. L'improvvisa e quasi inattesa caduta in piacchiata dei costi di produzione (e distibuzione) ha reso la realizzazione di un prodotto cinematografico di buon livello (e la sua distribuzione su scala planetaria) alla portata di tutti. Girare, montare, distribuire, sono termini popolari, non più alla portata di pochi: fare cinema, raccontare per immagini, è possibile per chiunque voglia farlo. Allo stesso tempo il linguaggio sembra essersi involuto, a fronte degli sviluppi visivi (gran parte devoluti alla modificazione dell'immagine - più che alla sua ricerca - grazie alle tecnologie legate alla computer grafica). Cosa vuol dire quindi sperimentare attraverso il mezzo (il linguaggio) cinematografico oggi? E' possibile? E perchè farlo?

Io credo sia non solo possibile, ma necessario.

La normale trafila produttivo - creativa di un film, prevede che ci siano dei passaggi temporalmente definiti: definizione del soggetto e della sceneggiatura, scrittura, riscrittura, definizione del cast sulla base della sceneggiatura, analisi produttiva, definizione del piano di lavorazione, budgeting di lavorazione, casting, location scouting, etc. E' un processo lungo, che porta un film ad essere realizzato compiutamente, nel migliore dei casi, dopo molti mesi, spesso anni, dalla sua ideazione. In questi passaggi l'idea creativa si modifica, ristruttura, spesso e volentieri sulla base di convenienze economiche. La creatività e il modello di produzione si interfacciano come fossero due mondi separati, a volte antitetici, portando al tavolo della realizzazione interessi differenti. Questo modello si differenzia da quello di qualsiasi altra forma d'arte, in cui i due aspetti costitutivi di un opera, ovvero a) la creazione e b) la realizzazione, godono di una continguità se non contemporaneità di esistenza. Penso alle arti figurative (pittura, scultura), alla scrittura, la poesia, ma certo anche a molte arti performative (musica, danza, teatro).
Può il cinema vivere della contemporaneità fra creazione e realizzazione?
La sfida è questa.
A questa sfida possiamo rispondere con una sperimentazione il cui obiettivo è la deifnizione di un nuovo modello creativo / produttivo.

Uniremo, nella ricerca, un regista con macchina da presa, uno sceneggiatore, alcuni attori (inizieremo con due), un direttore di produzione. Un team creativo con pari dignità. Un gruppo. Una compagnia cinematografica. Alcune regole certe e definite.

a) la compagnia definisce il background dei personaggi.
b) ogni lunedì lo sceneggiatore scrive una o più scene, da girarsi il venerdì seguente e le consegna al resto della compagnia.
c) Primo screening del materiale scritto, per stabilirne eventuali punti critici.
d) non necessariamente la sequenza di scene scritte sia cronologica: la compagnia agisce senza conoscere il futuro, ma ispirandosi a vicenda. Ciò che gli attori creano nel venerdì possono influire la scrittura del lunedì successivo.
e) ognuno per il proprio settore, inizia il lavoro preparatorio alle riprese. Produzione, regia, attori.
f) il venerdì la compagnia si ritrova sul set per girare. Entro il venerdì tutte le scene scritte il lunedì devono essere girate.
g) lo sceneggiatore ha due giorni per scrivere le scene del lunedì.
h) il regista edita il materiale entro il venerdì.

 

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