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Berlinale, il Cinema non è morto

Da qualche anno il refrain è sempre il solito. Il Cinema è in crisi, a livello globale. La quantita, la sovrabbondanza di contenuti, di canali che offrono contenuti, di possibilitá di scelta, in sostanza minerebbe alla base il sistema Cinema, destabilizzando le sue possibilità ecomiche e di profitto. Quindi contenuti a bassissimo costo (un abbinamento a Netflix condiviso può costare, in Italia, circa 40 euro l'anno) spingerebbero l'intera offerta verso un livellamento basso. 

Eppure a Berlino si respira aria di fermento. Culturale ed economico. Le storie, a quanto pare, non passeranno mai di moda. Nessuno può plausibilmente proevedere o indirizzare che fine faranno, su quale piattaforma saranno visti dagli spettatori e sopratutto, chi saranno questi spettatori del futuro? Questo oggetto misterioso. 

Dei giovani si dice (generalizzando) che non vanno al Cinema. Piuttosto scaricano, guardano compulsivamente serie, ma non spendono (comprensibilmente) otto euro per infilarsi in un multisala che magari dista chilometri da casa loro. Il consumo in sala è quindi destinato alle vecchie generazioni?

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Verso Casa e La trilogia dello sguardo

Immagino un uomo correre in strada.

Lo vedo scappare con il bottino ed una pistola. Lo vesto sciattamente, gli assegno gli occhi felici di un ragazzo. Dietro di lui, con lui, mano nella mano, una bambina lo segue. Ridono, vivi in un mondo prediletto. Sono un palo al quale attaccarmi quando non riesco a trovare la luce. Sono la mia serenità, contro il dolore, le ferite negli occhi della gente, la paura. Sono una lunga arma invisibile per toccare il cuore, ed io la voglio usare, voglio scuoterlo e farlo battere forsennatamente.

Insieme a loro vivo in una notte d'autunno, dove posso scoprire cosa sia un sorriso, urlarlo forte al cielo; con loro posso aggrapparmi ad uno spigolo inesistente, avendo tutta la forza necessaria a farlo. Grazie a loro immagino di tenere una mano in grembo, scoprire dolci capelli da lisciare, di avere dentro un sole di fuoco e calore da impazzire. E che esista vita lenta, giorni infiniti che mai dimenticheremo. Ricordi da abbracciare al calore di una coperta e speranze da conservare sotto al cuscino. Per loro desidero il cento per cento di fiducia e l'abolizione completa degli ipocriti; insieme a loro chiedo di amare la vita, ciò che c'è, due labbra perfette che si sfiorano e poi si stirano in un bellissimo quadro, ogni giorno, senza limiti d'età, senza giudizi, né padroni, religioni o droghe.

E' in fondo sogno di giocare, all'alba come alla sera, senza fine.

E' sogno libertà, per tutti e sempre.

E' con loro due che tutto questo accade. Adesso.

Prima che sia troppo tardi.

Verso Casa

Note di regia

Il film parla della purezza dello sguardo, della gioia di vivere e della possibilità di farlo, oggi, allontanandosi da modelli di vita che ci relegano schiavi e sofferenti, in vite che non amiamo. Credo profondamente che l'esistenza sia fatta per perseguire la felicità, non attraverso cose, ma attraverso i rapporti, la qualità della vita. Nel corso degli anni ci siamo circondati di molte cose, oggetti: oggi tutto questo appare così superfluo, perchè manca la capacità di apprezzare le cose più semplici, come invece lo sguardo puro, che io amo chiamare “della meraviglia”, proprio dei bambini, sa fare. Dovremmo curare la nostra capacità di stupirci di fronte alla meraviglia semplice di tutti i giorni, anche fosse solo per la bellezza di poter osservare il mondo, vivere la vita. Nina, la bambina protagonista del film, vive un immaginario parallelo rispetto al mondo dei grandi, è un immaginario che passa dal suo sguardo e che potremmo chiamare "fantastico". Il film è un tentativo di dimostrare come quello sguardo sia l'unico reale, e come invece il mondo adulto si cibi di un falso immaginario. Ecco, credo che in fondo il film parli di questo.

La trilogia dello sguardo

Verso Casa, è il secondo capitolo di una trilogia che amo chiamare "dello sguardo". Se è pur vero che tutto il Cinema è un grande ragionamento intorno al senso principe della vista, tuttavia in questi tre film, attraverso queste tre storie, cerco di analizzare come lo sguardo ci sia entrato nelle vene, con l'avvento della fotografia alla fine del diciottesimo secolo (Imago), come uno sguardo puro ci possa salvare, mostrandoci la bellezza e la gioia che non sappiamo vedere (Verso Casa) e - nell'ultimo film - quanto lo sguardo, il piacere voyeuristico, ci restituisca realtà parziali, rendendo le immagini false, misitificatorie (Entomo). In sostanza il primo film parla dell'origine dello sguardo per come lo viviamo nella contemporaneità, il secondo dello sguardo primitivo ed il terzo dello sguardo adulto.  

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Storytelling or die

There is something that does not convince me yet. Doing this job is a choice, no doubt. It is wrong that the only aim is money. We're not from Holliwood. It is clear likewise that this job brings a series of personal matters, family problems, financial difficulties, along with wealth and psychological problems.

99% of the cases mankind looks at you like you were an alien living in a world of fools. The supposed fools you live with, look at you as if you were a confident, a solver, an analyst. Your wife treats you like a momentary appearence in a sea of absence. Yesterday your daughters were beginning to have their baby food but now are asking you for their pocket money and are breaking up with their boyfriends. Meanwhile the time you take to tell the story you chose would pass among trials, curses and swears. And this not exactly flattering list works for everyone: the producers, the directors, all the cinema creators.

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Cinematic mutations

Second day of festival, workshpos and meetings. Cannes is definitely a living contraddiction, quiet and alive at the same time. The sun of the last days of may worshiping this part of the world makes everything better, cheerful. It's cinema power! Today is the day of Turner's pamphlet by Mike Leigh (also known for Secret and Lies, 1966), the story of the English painter at the beginning of 1800. A multimillion pre-production. Who knows how much this special effect of a sunny day and some cheerfulness costed to the studio. Who knows if tomorrow when Polish, Turkish, Italian film makers come there' ll be only rain and depression, as we can' t afford anything else. It's all a matter of budget. To be correct, an italian average film needs a budget of about two million euros whereas an english (or french) movie needs a buget of about five. Finally, an average american movie requires some 10 million euros and one from Hollywood costs 50 million euros. 

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The Croisette makes the difference

I'm passing quietly through several human classes. I am going to the most fashionable and elegant festival in the world. There are those wearing smoking and sunglasses ( many) placed around the red carpets, the crime scene of the festival. Soon Nicole Kidman and Tim Roth will parade with dark faces for the Grace premiere. Maybe they already feel it will be a flop. Then there are those who desperately search for a ticket, possibly a last minute one to get to see a movie no one will remember. This group of people is big, too, and they are all piled up at the barriers, armed with cameras, mobiles or ipads, even though they will be able to portray only the necks of the people in front of them.

 

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Cinema is dead, long life to cinema!

Today the premiere of the movie Relatos Salvajes, by the argentinian director Damiàn Szifron is being held in Cannes. Here I am. The invitation I asked for it requires an evening dresses for women and the tuxedo for men, otherwise you won't be able to enter. As a matter of fact, I don't have a tuxedo. I tell you, I' ve never owned one in my life.

Fine, I'll find someone who rents it.

There, I become like a penguin, ready for this gala.

Walking I literally bump into Abel Ferrara, who keeps going straight ahead, bowed with his hump and accompained by a young, blonde valchiria with high heels and an evening dress. He does not even bother himself to curse me. Seing the two of them gives me a strange feeling, like a fantasy story, Game of Thrones.

Well, the show is going to begin, so I walk faster.

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